Calder. Rêver en équilibre
14 maggio 2026 – Si sta svolgendo da un mese esatto, presso gli spazi espositivi della Fondazione Louis Vuitton di Parigi, la nuova grande mostra del prestigioso spazio espositivo parigino, dedicata questa volta al grande scultore americano Alexander Calder.
La mostra
La mostra Calder. Rêver en Équilibre nasce da una doppia ricorrenza: il centenario dell’arrivo in Francia di Alexander Calder (Lawnton, 1898 – New York, 1976), avvenuto nel 1926, e il cinquantesimo anniversario della sua scomparsa. Si tratta di una grande retrospettiva curata da Suzanne Pagé, Dieter Buchhart e Anna Karina Hofbauer, considerata una delle più importanti mai dedicate all’artista.
Il percorso, cronologico e distribuito su oltre 3.000 mq, racconta circa mezzo secolo di attività, dagli anni Venti — con le prime esibizioni del Cirque Calder che conquistarono l’avanguardia parigina — fino alle imponenti sculture pubbliche degli anni Sessanta e Settanta.
In mostra ci sono circa 300 opere: stabili e mobili, per usare la terminologia calderiana per astrazioni statiche e cinetiche, ma anche ritratti in filo di metallo, figure in legno intagliato, dipinti, disegni e gioielli. I celebri mobile, mossi dal minimo spostamento d’aria, danzeranno all’interno dell’architettura di Frank Gehry e, per la prima volta, nel giardino della Fondazione.
Tra i pezzi più rari spiccano il Cirque Calder, spettacolo circense in miniatura dal vivo, prestito eccezionale del Whitney Museum di New York, e una parte della serie Constellation, dedicata a Duchamp. Accanto alle opere di Calder sono presenti anche pezzi di contemporanei e amici come Hepworth, Klee, Arp, Hélion, Mondrian e Picasso, che contestualizzano l’innovazione dell’artista americano all’interno del movimento d’avanguardia.
Un’ultima sezione è affidata alla fotografia: 34 scatti d’archivio firmati da grandi nomi come Henri Cartier-Bresson, André Kertész, Gordon Parks, Irving Penn e Agnès Varda offrono uno sguardo più intimo sull’artista.
Al centro di tutto resta la questione del movimento, con i curatori che ricordano come l’approccio innovativo di Calder abbia ampliato le dimensioni della scultura fino a includere il tempo come quarta dimensione essenziale.
Accompagna la mostra un corposo catalogo edito da Hazane curato da Anna Karina Hofbauer.
Video
Questo un video di presentazione della mostra pubblicato sul canale YouTube della stessa Fondazione Louis Vuitton:
Durata
La mostra Calder. Rêver en équilibre sarà visitabile dal 15 aprile al 26 agosto 2026.
Orari
Questi gli orari di apertura della mostra:
- Lunedì, ore 11.00 – 20.00
- Martedì, chiuso
- Mercoledì-giovedì, ore 11.00 – 20.00
- Venerdì, ore 10.00 – 21.00
- Sabato e domenica, ore 10.00 – 20.00
Ultimo ingresso: 30 minuti prima della chiusura
Prezzi
Questo invece il costo dei vari tipi di biglietti d’ingresso previsti:
- Biglietto intero: € 18,00
- Biglietto ridotto #1: € 10,00
(under 26, studenti e insegnanti) - Biglietto ridotto #2: € 5,00
(under 18, artisti e persone in cerca di lavoro) - Biglietto famiglia: € 36,00
(1-2 adulti e fino a 4 ragazzi under 18) - Biglietto gratuito #1: membri della Fondazione, under 3, giornalisti, possessori della tessera ICOM/ICOMOS, disabili con accompagnatore
- Biglietto gratuito #2: studenti d’arte, architettura, design e moda (solo il giovedì)
Biglietti online
Il biglietto salta-fila per mostra + Fondazione è acquistabile online tramite GetYourGuide:
Catalogo
Questa l’edizione inglese del catalogo ufficiale della mostra, acquistabile online su Amazon:
Calder: Dreaming in Equilibrium
a cura di Anna Karina Hofbauer
Hazan (2026)
360 pagine
Copertina rigida
» Edizione francese del catalogo
» Altri libri e cataloghi di/su Calder
Fondazione Louis Vuitton
Fondazione Louis Vuitton – 8 Av. du Mahatma Gandhi – 75116 Parigi
La Fondazione Louis Vuitton è un museo e centro culturale che è stato inaugurato nel 2014 ed è gestito dal gruppo LVMH.
Ha sede in un’enorme edificio moderno progettato dall’architetto Frank Gehry e si trova all’interno dell’estremità nord del Bois de Boulogne, il grande parco cittadino situato nel 16° arrondissement, nella parte ovest di Parigi.
Contatti
Fondation Louis Vuitton
Telefono: (+33) 1 40 69 96 00
Email: contact@fondationlouisvuitton.fr
Email: fondationlouisvuitton@joonampartners.com (ufficio stampa)
Alexander Calder
Qui una breve biografia di Alexander Calder (Filadelfia, 1898 – New York, 1976).

Alexander Calder nasce in Pennsylvania nel 1898 da una famiglia di artisti: il nonno e il padre erano scultori, la madre pittrice. Nonostante questo ambiente, Calder si diploma inizialmente in ingegneria meccanica all’Stevens Institute of Technology, prima di decidere di dedicarsi all’arte. A metà degli anni Venti si trasferisce a New York, dove studia all’Art Students League e lavora come illustratore per il National Police Gazette, seguendo tra l’altro il circo Ringling Bros.
Nel 1926 si sposta a Parigi, dove inizia a costruire sculture di filo metallico con cui “disegna” figure tridimensionali nello spazio. In quegli anni viene soprannominato il “re del filo” per le sue rappresentazioni di animali, personaggi del circo e ritratti di amici e colleghi artisti.
Tra il 1926 e il 1931 lavora al suo Cirque Calder, un circo in miniatura fatto di elementi di filo, sughero e tessuto che animava personalmente nelle case di amici e nei suoi studi, e che gli permette di elaborare la fisica degli oggetti in movimento.
La svolta verso l’astrazione arriva nel 1930. La visita allo studio di Piet Mondrian gli dà, come Calder stesso scrive nella sua autobiografia del 1966, lo “shock” che lo spinge verso l’arte astratta. Inizia a sperimentare il movimento meccanico, poi abbandonato a favore di sculture che si muovono per effetto delle correnti d’aria.
Nel 1931 Marcel Duchamp visita il suo studio e propone di chiamare queste nuove opere mobiles, un termine che in francese significa sia “ciò che si muove” sia “movente”. Organizza poi per Calder la prima mostra di mobiles alla Galerie Vignon di Parigi, nel febbraio 1932. L’amico Jean Arp, di rimando, suggerisce di chiamare stabiles le sue sculture statiche.
Nel 1931 Calder sposa Louisa James, pronipote dello scrittore Henry James. La coppia avrà due figli. Fa ritorno definitivo negli Stati Uniti nel 1933, stabilendo il suo studio principale in una fattoria a Roxbury, nel Connecticut, dove vivrà per il resto della sua vita.
Nel 1952 vince il Gran Premio per la scultura alla Biennale di Venezia. Nel 1964–65 il Guggenheim Museum di New York gli dedica una grande retrospettiva.
Nel corso della sua vita Calder produce oltre 22.000 opere, tra mobiles, stabiles, dipinti, gioielli e scenografie teatrali. Muore a New York l’11 novembre 1976, pochi giorni dopo l’inaugurazione di una sua grande mostra al Whitney Museum.
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Foto in alto: Alexander Calder, “Dispersed Objects with Brass Gong”, 1948.
Laiton, feuille de métal, fil de fer et peinture, 48,3 x 167,6 cm. Shirley Family Calder Collection, Promised Gift to the Seattle Art Museum. © 2026 Calder Foundation, New York / ADAGP, Paris. Photo courtesy of Calder Foundation, New York / Art Resource, New York.
Dal sito ufficiale della Fondazione Louis Vuitton
